Blogs
19 Ott

Dal mio blog
INTELLIGENZA UMANA E ARTIFICIALE
Ho redatto in un intero giorno di accelerato lavoro e spedito alla Fondazione Internazionale N. Kondratieff, presso l'Accademia delle Scienze di Mosca, la mia relazione alla XXVII Lettura "Nuova politica economica per la Russia e il Mondo". Essa titola "Una verifica dell'economia e della finanza come dottrina e come prassi". Consapevole delle innovazioni nell'intelligenza artificiale, tipo Industria 5.0, che consentiranno agli oggetti di dialogare tra di loro, sorretti da chips che contengono una quantità di informazioni impossibile alla mente umana, mi è parso inevitabile andare "oltre" la normale razionalità, forse come via di fuga da una possibile condizione futura di inferiorità rispetto alla macchina e come esigenza di ricuperare una sensazione di centralità della categoria umana, cui appartengo, anche come riflesso della scintilla di divino assegnatale dal Creatore. 
In argomento riproduco l'ultima delle pagine di cui si compone la suindicata relazione.
...........
Non voglio fare l’indovino. Ma tenendo conto del cambiamento che il mio vissuto ha registrato, risulta una dinamica accelerata, per interpretare la quale non basta guardare al passato ed al presente per immaginare il futuro, ma occorre prevederlo andando oltre la razionalità tradizionale, per attingere all’intuizione.
Questo richiama facoltà che vanno oltre, che un tempo erano e ancora oggi sono relegate concettualmente al magico, mentre sono destinate ad assurgere a un ruolo che coinvolge, con la ragione, anche altre capacità dell’uomo singolo e collettivo.
Uno sviluppo che l’umanità sembra voler traslare sulle applicazioni tecnologiche, anziché farlo proprio, per le opportunità di profitto offerte a chi promuove tale sviluppo.
Ma l’umanità già oggi è più sapiente e avanzata di quanto mostrano le applicazioni tecnologiche. 
Lo dimostra il limite del 5% nel quale è oggi relegata l’applicazione tecnologica delle scoperte scientifiche già realizzate dall’umanità nei massimi sistemi, come nell’infinitesimale.
Occorre una visione nuova dell’umanità, che la distingua più nettamente dalle imitazioni della sua intelligenza e dalle connesse capacità di comunicare e trasferire nello spazio e nel tempo. Soprattutto, che ricuperi, ove occorra, e promuova la centralità dell’uomo, che deve informare gli indirizzi futuri. 
Un’istanza che è soprattutto culturale, in grado di sostenere quei fermenti e stimoli che possono addurre ad un’illuminata intuizione dei percorsi utili all’umanità, alimentati da una crescente e più avveduta innovazione in favore suo e del ruolo che la Creazione le ha assegnato.
Siamo già troppo condizionati dagli algoritmi che scelgono quello che ci appare sul computer, disposto per noi sulla base di quello che abbiamo cliccato in precedenza. Ma in tal modo ci si attarda sugli interessi del passato, secondo come l’algoritmo li interpreta, e ostacola o addirittura annulla la nostra proiezione, individuale e collettiva, verso altri interessi che vanno al di la del contingente. 
Rischiamo di finire tutti al servizio dell’attuale tecnologia informatica interattiva e chissà di cos’altro nel futuro. La macchina è stata creata per servire l’uomo, ma l’uomo rischia di diventare un servitore della macchina, come passivo utilizzatore di prodotti e servizi.
Come l’Angelus Novus, di Paul Klee, l’Angelo della storia, così definito dal filosofo Walter Benjamin in anni lontani, che si libra al di sopra delle macerie che vanno accumulandosi ai suoi piedi , che lui vorrebbe arrestare, ma non può perché il vento gonfia le sue ali e lo spinge lontano. Come l'Angelo, anche noi in uno slancio innovatore dobbiamo guardare con occhi nuovi le vicende e le strutture del passato, per valutarne responsabilità e valori da trasferire nel futuro che avanza veloce, mentre il presente sfugge e il passato si fa subito remoto. Con opportune intuizioni dobbiamo avviarci ad un nuovo rinascimento che ponga al centro l'uomo e contemperi gli obiettivi dell'economia con le istanze morali, etiche e sociali e del connesso ambiente culturale e naturale. Avendo comunque presente che tutto ritorna, ancorché cambiato in meglio o in peggio, a riproporre la dicotomia tra essere e poter essere, da me inizialmente accennata e che va sempre affrontata con ottimismo e senza rimpianti, come suggerisce il vecchio detto cinese “Quando tramonta il sole non piangere, perché le lacrime ti impediranno di vedere le stelle”. 

www.giancarlopallavicini.it/Russia/Fondazione-Kondratiev

 
18 Ott
 

Il programma di ricostruzione delle strutture, danneggiate dal crollo del silos ubicato nell’area adiacente all’ospedale, prosegue come da programma, nonostante qualche 

difficoltà connessa al mancato utilizzo dell’ammontare residuo dell’elargizione del Ministero degli Esteri del Lussemburgo, in quanto destinato ad interventi urgenti e 

non per la ricostruzione. 

A sanare questa carenza è intervenuto, in data 18 Ottobre c.m., il trasferimento bancario di 70.000 Euro ad integrazione di quanto già disposto in precedenza. 

Ringraziamo la Provvidenza, anche per la gioia procurata a Damien Kasereka e agli altri amici focolarini impegnati  nella virtuosa assistenza umanitaria a Kinshasa. Basti considerare che il Congo figura tra i Paesi a più elevata perdita di gestanti e neonati e che nel Reparto Maternità di Moyi mwa Ntongo, di recente avvio, sono nati già 1.080 bambini senza decesso alcuno, in osservanza dell'impegno che "nessuno perda la vita nel donare una vita".

 

12 Ott

 

FONDAZIONE GIANCARLO PALLAVICINI ONLUS UMANITARIA E CULTURALE

 

Abbiamo collaborato all'evento indetto dalla Simigen per l'interessante argomento trattato.

 

Congresso simegen: l'appello degli esperti "approfondire la conoscenza delle differenze tra uomini e donne per migliorare le cure mediche"

 

Differenze di sesso e genere nelle neuroscienze, questo il tema centrale del convegno che si è tenuto a Palazzo Pirelli e che ha posto l’attenzione sulla necessità di approfondire la conoscenza delle differenze tra uomini e donne per migliorare le cure e la ricerca. All’iniziativa, promossa da SIMeGeN (Società Italiana di Medicina di Genere nelle Neuroscienze) e Donne in neuroscienze, con la collaborazione del Consiglio Regionale Lombardia, si sono confrontati diversi esperti che hanno sottolineato l’importanza di proseguire sul percorso innovativo della diffusione delle terapie di genere. Obiettivo dell’incontro è stato infatti proprio quello di focalizzare l’attenzione della comunità scientifica sullo studio e la divulgazione della medicina di genere, perseguendo un miglioramento degli standard di qualità professionale nella prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie neurologiche. Nel convegno gli interventi si sono concentrati sulle influenze biologiche, determinanti nella comparsa e nell’evoluzione di alcune malattie (cefalee, ictus cerebrali, sclerosi multipla, Parkinson) e sulla necessità di conoscere le differenze tra uomini e donne per delineare programmi e azioni sanitarie, al fine di organizzare l’offerta dei servizi e indirizzare la ricerca. “Ancora oggi diamo per scontato che si possano curare allo stesso modo uomo e donna, ma così non è – afferma il presidente nazionale SIMeGeN Marina Rizzo – basti pensare all’influenza ormonale che può condizionare non solo le manifestazioni cliniche ma anche la risposta dei farmaci. Sempre su questo tema, mentre l’uomo ha una sua stabilità, dall’adolescenza fino circa ai 70 anni, la donna invece dall’età fertile, alla gravidanza, alla menopausa è soggetta ad importanti modifiche ormonali. Alla luce di queste evidenze l’osservazione e lo studio delle differenze tra uomo e donna deve essere tenuto ben presente nella prescrizione delle terapie. La ricerca scientifica purtroppo – continua la dottoressa Rizzo – di solito non si occupa di studiare i dati degli uomini e delle donne in modo disaggregato, pertanto è difficile capire se e quali differenze emergono nell’analisi della popolazione maschile e della popolazione femminile. Come SIMeGeN – conclude Marina Rizzo - vogliamo contribuire a modificare questa tendenza, sia per quanto riguarda la ricerca che nei percorsi di cura di uomo e donna, per personalizzare e migliorare l’efficacia delle terapie”. All’incontro ha preso parte il vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia Francesca Brianza che ha ribadito l’importanza di ospitare nella sede del Consiglio Regionale il primo congresso dedicato alle malattie neurologiche che attenzionano le differenze fra uomo e donna. “Un tema molto complesso – ha detto la vicepresidente - che oggi viene affrontato da un punto di vista oserei dire rivoluzionario. Nel corso degli ultimi decenni il progresso scientifico e la continua ricerca hanno infatti permesso di affrontare numerose patologie da un punto di vista innovativo, contemplando quindi anche le diverse esperienze psicologiche, culturali e relazionali di ciascun individuo. Il compito delle Istituzioni- ha concluso Brianza - deve essere quello di attuare politiche che assicurino, a tutti, le migliori opportunità e le migliori cure mediche, tenendo conto delle diversità e delle peculiarità di ogni singolo paziente. Auspico che questo primo incontro sia l’inizio di una proficua collaborazione che porti al conseguimento di risultati sempre maggiori”. Diverse le associazioni che hanno patrocinato l’evento, tra cui SNO (Scienze Neurologiche Ospedaliere), la SIN (Società Italiana di Neurologia), l’Associazione Donne Medico di Milano, la Fondazione Giancarlo Pallavicini e il Polo Neurologico Brianteo.

 

 

Pagina 1 di 32