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19 Nov

Caro Esimio Professore Mauro Lacagnina,

ho visto con grande interesse il 'catalogo' e non posso esimermi

dall'esprimere, nell'immediato, un sentito plauso per la qualificata

e armoniosa  sua composizione: capace persino di offrire una corposità

che trascende la stessa dimensione dell'opera. Lo accompagna il

mio sentito grazie a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione,

dagli autori dei testi a tutti quelli che, come Lei, si sono adoperati per

il miglior esito dell'iniziativa. Il tutto costituisce premessa per un futuro

percorso, atto a contribuire alla valorizzazione del consistente patrimonio 

culturale di cui dispone Trequanda ed il suo territorio. Ad esso mi è doveroso

assicurare l'apporto della mia Fondazione Onlus e della connessa

Associazione culturale e umanitaria, giusti i colloqui con Ella intercorsi

recentemente per dare corpo alle premesse formulate con il Signor

Sindaco Ingegner Roberto Machetti e la Gentile Dottoressa Monia Ciolfi.

L'occasione mi è cara per porgere a tutti un saluto, con stima e sentita 

amicizia.

 

Giancarlo Pallavicini 

 

28 Ott

Mi è caro esprimere l’intimo mio compiacimento per tutto ciò che favorisce la fruibilità dei reperti archeologici della collezione che porta il mio nome, da me amati singolarmente e nel loro insieme. Collocati qui a Trequanda, anziché in altre aree, nella ricerca di una contestualizzazione nel territorio ospitante, che contribuisca alla valorizzazione culturale del luogo, essendone a loro volta valorizzati.

Plaudo quindi a promotori e realizzatori di questa pubblicazione, che si avvale della sensibile competenza delle personalità istituzionali ed accademiche che firmano le sintetiche, ma esaustive note che introducono, descrivono e accompagnano la conoscenza della collezione e di alcuni tra i reperti più significativi di cui essa si compone. E ciò contestualizzandone l’azione nel territorio di Trequanda, dalla sua storia antica, di cui esso conserva diversi richiami, sino alla contemporaneità.

Quest’ultima favorita pure dalla presenza, nel Plesso Museale di Trequanda, del Museo della Terracotta di Petroio, così vicino alle particolarità produttive del territorio, nonché della Raccolta di arredi sacri a Castelmuzio, a testimonianza di una fede antica, cui è auspicabile si accompagni, in un prossimo futuro, l’esposizione della vasta raccolta mineralogica e di quella paleontologica, di cui dispone il Comune.

Un assieme che mi induce a ricordare la dicotomia attribuibile ad un Museo, immaginabile, da un lato, come una “finestra chiusa”, e , dall’altro lato, come un “balcone aperto” sul territorio circostante.

Una finestra chiusa, con il chiarore di un lume dietro le persiane, che lascia intuire la luce che promana dai materiale esposto  e che richiama il poemetto in prosa “Les fenêtres” di Baudelaire e il suo pulsare della vita, oltre la finestra chiusa, nello spazio illuminato da una candela.

Ma, ancora di più, un balcone aperto, spalancato sull’ambiente circostante. Non tanto per guardarvi dentro, quanto, e soprattutto, per traslare all’esterno il messaggio che proviene  a noi dai reperti esposti, in un avvilupparsi di arte e storia, che si connette col territorio, per riconoscerne i segni di una dinamica culturale, estetica e ambientale. Talvolta al presente, talaltra rimarcando le mutazioni intervenute e lo scorrere delle epoche.

Nello specifico di Trequanda, dal Museo, coi suoi reperti villanoviani, etruschi e romani, che riflettono da vicino la realtà storico-culturale ed  estetica di quest’area, possiamo intuire e apprezzare meglio le sue antiche radici.

Da affezionato collezionista, mi è quindi doveroso esprimere un grazie a quanti, con capacità e impegno, si sono adoperati per la realizzazione del museo e sono oggi attivi nel favorirne la fruizione: dall’Amministrazione Comunale, alla Soprintendenza Archeologica, al connesso Museo Archeologico di Chianciano Terme, al Sistema Museale Senese, ai valenti professionisti e studiosi impegnati nell’opera, cui è doveroso aggiungere le istituzioni che hanno sostenuto, anche finanziariamente, l’ambita realizzazione museale, nonché la cittadinanza tutta, che ha dato ampia prova di sensibilità culturale e di virtuoso e concreto impegno.

 

 

 

 

09 Ott

Crippa Antonella ha condiviso un  post di Adri Ana su Gesù, che ci tiene per mano.

Molto bella! E vera. Basti pensare a come le circostanze della vita, dall’epoca e dal posto della nascita alla nostra stessa quotidianità, dipendono ben poco da noi. In esse noi possiamo muoverci e viverle scegliendo via via un percorso, che può aderire in diversa misura all’amore col quale siamo tenuti per mano da Gesù.

unica via per giungere al Padre. Che forse anela ad una nostra gioiosa risposta alla Sua presenza. All’Amore, che con la condivisione si accresce e si espande, più che alla gloria ed agli onori, che pure gli sono dovuti, ma che già gli appartengono ben oltre ogni intuizione e manifestazione umana.