Responsabilità Sociale d'Impresa RSI / CSR

IMPRESE VIRTUOSE

 

CSR Corporate Social Responsibility

E' stato un economista italiano, Giancarlo Pallavicini , a introdurre quarant'anni fa in concetto che l'impresa, pur mirando al profitto, deve essere valutata anche con parametri di tipo sociale………….

(Leggi di seguito su "Finanza e Mercati", Numero speciale sulla Responsabilità Sociale d'Impresa)

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Educare alla responsabilità sociale, ambientale e culturale di impresa

Buone pratiche all’Istituto Eugenio Bona

2 novembre 2015/in educazione, finanza sociale, imprenditorialità, 

 La cultura della responsabilità sociale di impresa ha iniziato a prendere forma nel 1968, nella teoria della Scomposizione dei parametri ideata da Giancarlo Pallavicini, che mise in relazione il calcolo dei risultati dell’attività aziendale con istanze non (direttamente) economiche, quali l’etica, la morale, la società e la cultura. Anche se la più nota teorizzazione a riguardo è considerata quella di Robert Edward Freeman, che nel 1984 dichiarava nella sua opera Strategic Managment: a Stakeholder Approach che l’attività di un organizzazione aziendale deve garantire un minimum prestazionale a tutti i portatori di interesse (stakeholder quali gli azionisti, i clienti, i dipendenti, i fornitori, la comunità con cui l’organizzazione interagisce).

La Responsabilità sociale d’impresa (nella letteratura anglosassone corporate social responsibility, CSR) è, nel gergo economico e finanziario, l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa: è una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. L’Unione Europea nel Libro Verde del 2001 definiva la Responsabilità Sociale d’Impresa come una azione volontaria, ovvero come: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.

Con la nuova comunicazione del 25 ottobre 2011 (n. 681), la Commissione Europea, dopo dieci anni, riesamina e supera la nozione espressa nel precedente Libro Verde e offre una nuova definizione di CSR:

(EN)« The responsibility of enterprises for their impacts on society. »(IT)« La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. »

La nuova impostazione apporta significative novità alla complessa discussione intorno al tema, riducendo il peso di un approccio soggettivo delle imprese (imputabile all’approccio legato alla teoria degli Stakeholder) e richiede maggiore adesione ai principi promossi dalle organizzazioni internazionali come l‘OCSE e l’ONU (ed Agenzie come l’ILO). Come si vedrà, tale spostamento del focus, è un’importante innovazione e ricalca una posizione storicamente promossa dall’agenzia di rating etici Standard Ethics di Bruxelles, vicino agli ambienti europei. La nuova impostazione è sicuramente destinata a modificare profondamente gli orientamenti sin qui seguiti.

Educare a una visione responsabile e sostenibile dell’impresa oggi è urgente più che mai, per questo segnaliamo con entusiasmo l’attività dell‘istituto di Istruzione Superiore Eugenio Bona (Biella) che in occasione del 102° anniversario dalla sua fondazione, ci ha coinvolto nella prima edizione del corso base di Strategia, Gestione e Rendicontazione Sociale.  Il corso sarà riservato ai docenti e agli alunni meritevoli delle classi quarte e quinte, e sarà consentita la partecipazione agli ex docenti e ai dottori commercialisti che vorranno iscriversi.

http://socialfare.org/educare-alla-responsabilita-sociale-ambientale-e-culturale-buone-pratiche-allistituto-eugenio-bona/

 

FAI - FAI SCUOLA

La Fondazione Ferrero. Centro vitale per il territorio

Premessa

Negli anni ‘50/’60 un grande imprenditore piemontese, Adriano Olivetti era stato il precursore della Responsabilità Sociale di Impresa così come oggi viene comunemente intesa e praticata dalle aziende, ovvero l’insieme di attività che un’impresa adotta su base volontaria, nella convinzione di ottenere dei risultati che possano arrecare benefici e vantaggi a se stessa e al contesto in cui opera. Nella concezione olivettiana, infatti, un’impresa doveva creare ricchezza, realizzare profitti, ma aveva anche il dovere di concorrere a diffondere attorno a sé solidarietà sociale, cultura, bellezza, qualità della vita.

Proprio negli anno ‘60 in Italia si delinea per la prima volta a livello teorico l’idea che le attività delle imprese, pur mirando al profitto, avrebbero dovuto tenere esplicitamente presenti una serie di istanze interne ed esterne, anche di natura sociale ed economica, attraverso il contributo di economisti quali Giancarlo Pallavicini, Gino Zappa e Bruno de Finetti, che in seconda battuta ispirarono il fondamentale saggio Strategic Management: a Stakeholder Approach (edito da Pitman, London nel 1984) di Robert Edward Freeman.

Ben prima di questi contributi teorici, però, è importante segnalare che il processo di presa di consapevolezza del ruolo sociale delle azienda in Italia vede il suo fondamento proprio nella Costituzione, non solo nell’articolo 118, ma soprattutto nell'articolo 41, che, dopo avere affermato la libertà dell’iniziativa economica privata, vi appone alcune condizioni:

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Quasi contemporaneamente a Olivetti, nel 1961, nello stesso Piemonte, ad Alba, non lontano da Ivrea, un altro grande imprenditore piemontese, Michele Ferrero, organizzava un convegno di studi sociali: erano gli albori della responsabilità sociale d’impresa Ferrero, quando tale locuzione non era stata ancora neppure coniata. La tradizione Ferrero è quella di un capitalismo che vuole sviluppare forti legami con il territorio in cui opera, in Italia e nel mondo. Si pensi alle Langhe povere del dopoguerra. 

Allora la Ferrero non sradicò i contadini dai loro campi, si inventò un servizio di pulmini che raccoglieva i lavoratori al mattino e poi li riportava nelle fattorie alla sera. Questo sistema, calibrando opportunamente l’utilizzo stagionale della manodopera, consentì agli operai della Ferrero di conservare le loro aziende agricole, determinando una sorta di patto federativo tra l’impresa, il territorio e i suoi lavoratori. Il servizio di pullman  è attivo ancora oggi per lo stabilimento di Alba e succede lo stesso in altre aziende del Gruppo, per esempio anche a Baramati in India, dove i pulmini Ferrero portano al lavoro e riportano a casa i dipendenti dello stabilimento.

Missione: paesaggio. FAI vivere l’articolo 9 della Costituzione

https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/fai-internal/document/4.8.pdf

 

ETHICA -

COMUNE DI BRESCIA da Giornale di Brescia 25 Giugno 2009

«Ethica» per migliorare la reputazione d'azienda. Proposta da un gruppo di professionisti, nasce a Brescia una nuova società di consulenza BRESCIA Chissà se l'economista Pallavicini nel 1968 avrebbe mai immaginato che le sue teorie sulla responsabilità sociale dell'impresa, quarant'anni più tardi, avrebbero trovato l'attuale diffusa applicazione. Applicazione diffusa al punto che, per favorire là dove ancora non è avvenuto il salto culturale verso la responsabilità sociale d'impresa, nascono società che insegnano cosa fare. A Brescia va in questa dirczione «Etnica», di cui è presidente del consiglio d'amministrazione Chiara Bazoli, mentre consigliere delegato è Emanuele Carbonelli: una nuova realtà che, oltre a proporre alle imprese modelli di comportamento legati alla responsabilità sociale, lavora in aree a essa collegate come formazione, marketing, tecnologia per arrivare alla valutazione dei rischi non finanziari, all'analisi del posizionamento e delle performance che un'azienda, un ente o un progetto esprimono in tema di responsabilità. «Etnica - spiega Carbonelli - ha integrato un gruppo di esperti con esperienze e conoscenze diverse nella gestione della responsabilità d'impresa. Questo permette di affrontare ogni caso aziendale con una visione ampia. Considerando la difficoltà nel valutare benefici e vantaggi, rischi e opportunità, investimenti e costi che sottostanno alle diverse azioni da intraprendere, da un lato si affronta la strategia in modo integrato mentre dall'altro servono competenze specifiche in ogni disciplina che viene affrontata». I partner di «Etnica» sono Giuliano Noci, docente Politecnico, Giovanni Valotti, docente Bocconi, Giuseppe Campanella di Fondamenta Sgr società di gestione di fondi private equity, Alberto Dalla Rosa esperto di project financing oltre Carbonelli, cofondatore di Wave Group. Partner che, oltre alla consulenza direzionale e organizzativa, alla diffusione della cultura sui rischi della legge 231, lavorano per un allargamento della presenza dell'etica nel business, della correttezza e trasparenza nei rapporti interni all'impresa, della centralità della persona e dell'attenzione ai temi sociali, f. 

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE: Da Freeman a Pallavicini: codificata l'etica d'impresa • II concetto di responsabilità sociale d'impresa è emerso per la prima volta nel1988 in un testo di Robert Edward Freeman che per Pitman aveva pubblicato «Strategie Management: a Stakehol-der Approach». Si tratta dell'integrazione dei comportamenti etici all'intemo della visione strategica d'impresa: in sostanza comportamento e scelte delle imprese per gestire efficacemente i problemi d'impatto sociale. Ma prima di Freeman nel 1968 l'economista italiano Giancarlo Pallavicini aveva affermato che l'attività d'impresa, pur mirando al profitto, non deve tralasciare le istanze inteme ed esterne all'impresa stessa. 

                                                                                      

http://servizi.comune.brescia.it/rassegnastampa/ 

 

 

Imprese ad alto tasso di responsabilità sociale

(EVIDENZIARE SOTTOVOCI)

L’impresa, anche se agisce nel libero mercato ed è finalizzata al profitto, deve avere un comportamento responsabile.

Nella sua prassi quotidiana, cioè, deve integrare la propria attività principale con preoccupazioni etiche nei confronti dei lavoratori, dell’ambiente, del territorio.

Il primo a sostenerlo, nel 1968, fu un economista italiano, Giancarlo Pallavicini .

In seguito, nel 1984, il filosofo Robert Edward Freeman inquadrò questo pensiero in quella che ancora oggi viene chiamata responsabilità sociale d’impresa (Rsi o Corporate Social Responsibility, Csr)

 

 

http://www.legadellonesta.org/

 

Il futuro della società morale in Bancaeuropa

Umberto Paolucci Prefetto di Bologna

Quarant’anni fa l’economista italiano Giancarlo Pallavicini introdusse il concetto in base al quale l’attività di impresa, pur mirando al profitto, dovrebbe esser valutata anche con parametri di tipo sociale. A quell’epoca si trattava di un principio estremamente innovativo e, non a caso, a metà degli anni Ottanta il Governo sovietico nominò Pallavicini primo consulente occidentale per la Perestroika e, successivamente, quello della Federazione Russa lo inserì nel Comitato statale per la riforma dell’economia.

Il tema della responsabilità sociale di impresa (o «Corporate Social Responsibility» – CSR) fu poi ripreso e sviluppato nel saggio di Robert Edward Freeman Strategic Management: a Stakeholder Approach, pubblicato a Londra nel 1984, in cui l’autore spiega che essere un’impresa socialmente responsabile significa in sostanza tener conto non solo dei parametri economici della gestione, ma anche dell’ambiente e del contesto sociale nel quale l’impresa è inserita. Alla terminologia corrente non corrisponde ancora una definizione univoca. Spesso si parla di etica di impresa o di cittadinanza aziendale, come da noi in Microsoft, e di altri argomenti correlati, quali, per esempio, quello dello sviluppo sostenibile.....

http://www.bancaeuropa.org/bancaeuropa/files/u1/Paoluccipersito_.pdf

 

CIFITALIA - Confederazione Italiana Federazioni Autonome

COS'E' LA RESPONSABILITA' D'IMPRESA (CSR)                                  

Per responsabilità sociale d'impresa (o corporate social responsibility, CSR) si intende l'integrazione di preoccupazioni di natura etica all'interno della visione strategica d'impresa: è una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d'impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. Si tratta di un concetto innovativo e molto discusso, espresso per la prima volta nel 1984 da R. Edward Freeman nel suo saggio "Strategic Management: a Stakeholder Approach", Pitman, London 1984. Ma già nel 1968, in "Strutture integrate nel sistema distributivo italiano", l'economista italiano Giancarlo Pallavicini afferma che l' attività d' impresa, pur mirando al profitto, deve tenere esplicitamente presenti una serie di istanze interne ed esterne all' impresa, anche di natura socio-economica, per la misurazione delle quali viene proposto il "metodo della scomposizione dei parametri".

www.cifaitalia.it/responsabilita-sociale-dimpresa

 

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: ARRIVANO LE AGENZIE ESECUTIVE ?

UN CONVEGNO DELLA FONDAZIONE "IRSO" CON TREU E BASSANINI

a cura di Domenico Ciardulli

Dr. in Management del Servizio Sociale - Università Roma Tre

.Un commento finale a questo report lo voglio aggiungere: Non ho sentito nessuno che abbia approfondito il tema delle preoccupazioni di natura etica all'interno della visione strategica delle organizzazioni. Eppure, a mio avviso, l'argomento della "responsabilità sociale" e il modello anticipatore di Pallavicini della "scomposizione dei parametri" dovrebbero far parte a pieno titolo del processo di innovazione dei sistemi organizzativi. Soprattutto in un momento di grande trasformazione e di crisi sociale così complessa come quello che stiamo vivendo.

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